Il monitoraggio per una diagnosi precoce è possibile. Ma come osservare il nostro corpo per riconoscere i primi segnali di melanoma o altri carcinomi? Quali comportamenti adottare? Scopriamo cosa sono i melanomi, quando preoccuparsi e come fare prevenzione insieme al Dott. Riccardo Bertolini , specialista in Chirurgia Generale e responsabile dell’area chirurgica del presidio sanitario Spazio Medico, al Dott.Bruno Capitanio specialista in Dermatologia.

 

 Cosa sono i melanomi?

 I melanomi cutanei sono dati da una trasformazione anomala dei melanociti, ovvero di quelle cellule che producono melanina e, insieme ad altre, sono parte della nostra struttura epiteliale. In condizioni del tutto normali i melanociti possono originare piccoli agglomerati scuri sulla superficie della nostra pelle, noti come nei o nevi.

Fattori di rischio

 Possibili fattori di rischio sono senza dubbio l’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti veicolati dal sole ma anche da lampade e lettini solari, trattamenti estetici cui spesso si ricorre con modalità esasperata per donare alla propria pelle un colorito più scuro e omogeneo. Tuttavia una scarsa reattività del sistema immunitario e una pelle molto chiara rendono i soggetti interessati più sensibili allo sviluppo di formazioni cutanee melanocitarie.

Individuare il melanoma nelle prime fasi del suo sviluppo

“In Italia il melanoma occupa ora il terzo posto per incidenza di tutti i tumori maligni fra i giovani di meno di 50 anni di età” -sottolinea il Dott. Bertolini- “Grazie a indagini e diagnosi precoce si può ridurre notevolmente la mortalità da tumori cutanei che vengono così individuati nelle prime fasi di sviluppo. Inoltre, ogni giorno, migliaia di persone scoprono la presenza di nei sospetti che non sapevano di avere. La visita ad occhio nudo condotta dal dermatologo, dunque, non è sempre sufficiente per prevenire i tumori cutanei, per questo è necessario associare l’uso della dermatoscopia e immunofluorescenza”.

Come osservare il proprio corpo?

“Anche se sottoporsi a esami specifici supporta il paziente nel tempestivo riconoscimento di una formazione cutanea sospetta non è meno importante che egli sappia come tenere sotto controllo i mutamenti della propria pelle, -spiega il Dottor Bruno Capitanio– imparando a riconoscere i segnali che richiedono un accertamento da parte del proprio medico ed eventualmente dello specialista. Il primo passo è l’esame periodico della superficie cutanea, da soli o con l’aiuto di un’altra persona, in un locale ben illuminato e con l’ausilio di uno specchio per esaminare anche le parti meno visibili. Per capire se ci si trova di fronte a un neo sospetto torna sempre utile lo schema ABCDE, che indica gli aspetti meritevoli di valutazione: Asimmetria della macchia; Bordo irregolare; Colore molto scuro o variabile da una zona all’altra della macchia stessa; Diametro maggiore dei nei comuni (circa 6 mm); Evoluzione per cui la lesione si modifica rapidamente nel tempo. “