Domande rivolte al Medico Specialista il Chirurgo Plastico Prof. Ciro De Sio.

 

D.: Che cos’è la Medicina Rigenerativa?

R.: È una branca della Medicina che esiste da tempo ma che negli ultimi anni ha avuto un grande incremento. In estrema sintesi permette di curarci con prodotti reperiti nel nostro stesso organismo e, volendo sorridere per sdrammatizzare, è quanto di più “ecologico” ci possa essere in linea con la tendenza al “riciclo” che esiste nel al giorno d’oggi

D.: Ma è fantastico, da non credere!!! Ci spieghi un pò meglio.

R.: Dopo questo approccio “morbido”, però, rientriamo nei ranghi della scientificità perchè si tratta di una cosa seria: nonostante la pandemia, ci sono nel mondo tanti Congressi e pubblicazioni su quest’argomento in evoluzione continua. Cominciamo dal grasso la liposuzione è un intervento che tutti conoscono: una volta il grasso aspirato veniva buttato.

Oggi, invece, non succede sempre così perchè si è scoperto che il grasso contiene tanti principi che possono essere utilizzati in varie situazioni Innanzi tutto può essere ri-iniettato per riempire eventuali avvallamenti: pensiamo ai visi scavati dopo dimagrimenti importanti. Inoltre può essere trattato, purificato e infiltrato per veicolare cellule che possono sostituire componenti non più presenti perchè con l’età sono andati distrutti e/o sono diminuiti.

D.: Quindi sta affermando che “grasso è bello”?

R.: Assolutamente no, non è questo il messaggio, bensì voglio sottolineare che a volte si può evitare di far ricorso alle famose “punturine”, sicuramente sempre efficaci ed innocue, soprattutto in mani esperte, ma che sono costitute da materiale costruito in laboratorio.

D.: Allora perchè non si utilizza sempre?

R.: Perchè si tratta di un intervento chirurgico, occorre una competenza maggiore, un ambiente differente (sala operatoria) rispetto alle “punturine”, quindi si tratta una procedura meno agile.

D.: Oltre al grasso, so che lei utilizza una tecnica che definisce rivoluzionaria: di cosa si tratta?

R.: Parliamo della metodica “Rigenera”, molto semplice nella sua realizzazione da sembrare quasi un gioco, ma, chiaramente, non lo è, ed è frutto dell’ingegno tutto italiano.

D.: Allora ce la spieghi.

R.: La metodica “Rigenera” si basa sul presupposto che nel derma si trova una percentuale di cellule progenitrici 50 volte maggiore di rispetto a quelle presenti nel grasso. Le cellule progenitrici, nella crescita e nella evoluzione di un organismo, vengono dopo le cellule staminali e hanno la capacita di specializzarsi nelle linee cellulari che danno origine ai vari tessuti e poi agli organi.

D.:Queste cellulle possono sostituire quelle usurate?

Per rimanere nell’ambito di ciò che ci interessa, queste cellule ci possono servire per sostituire, come nel caso del grasso, cellule usurate in seguito all’età o ad abitudini di vita errate come, ad esempio, il fumo o l’eccessiva esposizione al sole. Una pelle “matura” ha delle caratteristiche che tutti possiamo evidenziare: si presenta sottile, rugosa, spesso con macchie al contrario per esempio del viso di un bambino, caso estremo, che, invece, si mostra paffutello, roseo, elastico

D.: Ma è troppo facile confrontare un bambino con un adulto!

R.: È vero, ma se solo osserviamo la pelle di un adulto, notiamo spesso come possa apparire “opaca”, specialmente se è trattata male per le cattive abitudini sopra menzionate. Si tratti quindi di ripristinare quello che non c’è più: elasticità e luminosità, tutti aspetti che fanno trasparire benessere e gioventù.

D.: E come si fa? Mi ha fatto incuriosire!

R.: È quello che volevo! Si fa un prelievo di 2-3 frammenti di cute e derma (il derma è uno straterello che sta immediatamente sotto l’epidermide e la separa dal grasso): parliamo di frustoli ognuno di 3mm di diametro prelevati in una area non visibile, con una cicatrice residua minima. Questi frammenti vengono immessi in un dispositivo che assomiglia ad una “cialda” di caffè ed è costituito da un contenitore con una serie di lame.

Si posiziona il device in una centrifuga che permette di frantumare il tessuto, al punto tale da isolare meccanicamente le cellule progenitrici che passano attraverso un filtro a maglie minute (50 micron), e si raccolgono in una vaschetta con soluzione fisiologica.

Il prodotto finale viene poi infiltrato immediatamente con aghi piccolissimi (uguali a quelli utilizzati per la mesoterapia). L’intervento dura al massimo 45 minuti, il paziente ritorna a casa e non ha segni evidenti; al massimo qualche livido analogamente a quanto può accadere con le altre “punturine”.

D.: In conclusione a chi è indicata la metodica Rigenera?

R.: Nel campo dell’estetica è utile per contrastare o prevenire l’invecchiamento della cute, soprattutto in aree particolarmente sensibili quali il viso e il decoltè. In questi casi si ottiene uno stimolo importante alla rigenerazione di quanto è carente in una pelle matura: soprattutto fibre collagene e fibre elastiche, provocando anche un aumento della micro-circolazione.

Interessante e molto valido è anche l’utilizzo in caso di alopecia androgenetica nelle donne, e nei giovani quando ci troviamo di fronte a un capello sottile che cresce male e cade facilmente. Infine facilita la guarigione delle ferite difficili, come per esempio le ulcere degli anziani.