Il Prof. Ciro De Sio specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva risponde ad alcune delle domande più frequenti sulla ginecomastia.

D.: Dr. Mi hanno diagnosticato una Ginecomastia: mi devo preoccupare?
R.: Assolutamente no. Immagino le avranno anche spiegato che la Ginecomastia identifica un aspetto “femminile” di una mammella in un uomo.

D.: mio Dio!! Allora…
R.:Nulla di ciò che sta pensando e glielo chiarisco subito In un giovane, come lei, che non assume farmaci, che non riferisce disturbi nella sfera sessuale, la Ginecomastia crea solamente un disturbo estetico che può creare problemi di relazione e questo è perfettamente comprensibile.

D.:Grazie dottore mi ha tranquillizzato perchè è esattamente così. Come si risolve questo problema?
R.: innanzi tutto per scegliere che intervento fare occorre inquadrare il dismorfismo da correggere. Anche nella donna si parla di interventi al seno, la Mastoplastica;

Infatti ci riferiamo alla Mastoplastica riduttiva, alla Mastoplastica additiva con protesi, alla Mastopessi con o senza protesi. Per i maschi, per fortuna, interventi sono un pò più semplici anche se non facili.

La Ginecomastia si distingue in 3 forme principali:

1. Ginecomastia vera quando osserviamo una ipertrofia (ingrandimento) della ghiandola mammaria che nel sesso maschile non ha alcuna funzione;

2. Ginecomastia falsa quando riconosciamo un eccesso di grasso che funge quasi da cuscino in cui si inserisce l’areola con il capezzolo;

3. Ginecomastia mista, la più frequente, quando le prime due sono entrambe presenti.

D.:come si comprende la differenza?
R.:prima dell’intervento, oltre gli esami di routine, si prescrive una ecografia che già da sola fa comprendere quale è la condizione di partenza circa l’eccesso di grasso e/o la presenza di ipertrofia della ghiandola. Le foto pre-operatorie, come sempre in Chirurgia Plastica, sono fondamentali per valutare i cambiamenti ottenuti.

D.: in che consiste l’intervento?
R.: come ho già accennato le forme più frequenti solo le Ginecomasie miste per cui si deve agire sul grasso e sulla ghiandola.

Per il grasso si esegue una Liposuzione (detta anche Lipoaspirazione) analoga a quella diffusissima tra le donne. Si esegue una piccola incisione, si introduce una cannula e si estrae ad arte l’adipositaà localizzata e ritenuta in eccesso.

A questo punto si incide con il bisturi la metà inferiore dell’areola, si espone la ghiandola e se ne elimina la porzione ipertofica lasciando un robusto strato per evitare che poi si infossi nello spazio che abbiamo creato.

Mentre nella donna nello spazio che si crea, senza togliere la ghiandola, si posiziona la protesi (Mastoplastica additiva con protesi) nell’uomo realizziamo una sorta di Mastoplastica riduttiva che, a differenza di quella che si esegue nella donna, comporta la rimozione di una quota minima di ghiandola mammaria corrispondente ad un “bottone” sotto il capezzolo Se si eccede si ottiene una sorta di “capezzolo introflesso” malformazione presente spesso nelle donne.

D.:come si esegue l’intervento ?
R.: mi viene ovvio rispondere “bene”!!!!

Ma, ritornando al serio, immagino lei voglia sapere che tipo di anestesia si utilizza Ebbene l’anestesia è locale ma in presenza di un Anestesista che fa una sedazione nel momento dell’infiltrazione di anestetico locale che eseguita “da sveglio” non e’ molto simpatica.

Per un intervento condotto in massima sicurezza è necessaria una sala operatoria in una Struttura autorizzata con tutti i presidi per le emergenze: diffidate dalle molte proposte semplicistiche e economiche!! In questo modo, anestesia locale cone sedazione il paziente non si accorge assolutamente delle manovre chirurgiche e viene operato nella massima sicurezza.

Si appongono alla fine dei punti molto sottili, analoghi a quelli usati nella Blefaroplastica, il paziente indossa una guaina aderente e solo dopo che l’Anestesista avrà dato l’ok verrà dimesso. L’intervento dura 40’ a mammella ma sul tempo non siamo fiscali, l’importante è fare bene.