Neurochirurgo Dott. Pietro Brignardello

Per parlare dell’ernia del disco lombare ci siamo rivolti allo specialista neurochirurgo Dott. Pietro Brignardello.


CHE COS’È IL DISCO INTERVERTEBRALE?

Le vertebre sono collegate fra di loro mediante l’interposizione del disco intervertebrale il quale è composto da una parte periferica (anulus fibroso) e da una zona centrale (nucleo polposo). Il disco intervertebrale consente la motilità dei corpi vertebrali e costituisce un sistema ammortizzante grazie al quale le forze dovute al carico della colonna vengono distribuite e scaricate nel modo meno dannoso possibile.

CHE COS’È L’ERNIA DEL DISCO INTERVERTEBRALE?

L’ernia discale si verifica quando il nucleo polposo viene espulso attraverso una rottura dell’anulus.

QUALI SONO I SINTOMI DELL’ERNIA DEL DISCO LOMBARE?

L’ernia che si sviluppa in posizione laterale provoca una compressione della radice nervosa corrispondente al lato e livello interessato. Il sintomo caratteristico è caratterizzato da dolore lombare irradiato ad un arto inferiore.

L’ernia che si sviluppa invece in sede mediana può comprimere molte radici nervose, anche bilateralmente. Le ernie molto voluminose possono provocare la sindrome della cauda che si manifesta con la comparsa, oltre ai disturbi motori, anche di disturbi sfinterici con incontinenza urinaria e fecale.

COME VIENE DIAGNOSTICATA UNA ERNIA DEL DISCO LOMBARE?

La diagnosi di ernia discale viene generalmente agevolmente ottenuta mediante l’esecuzione di una risonanza magnetica lombare o di una TAC. Nei casi dubbi in cui vi siano più ernie e non sia chiara la sintomatologia può rivelarsi utile l’esecuzione di una elettromiografia per individuare la radice nervosa interessata.

QUAL’È LA TERAPIA DELL’ERNIA DEL DISCO LOMBARE?

La terapia iniziale è sempre conservativa. Consiste nel riposo e nella somministrazione di farmaci antidolorifici, corticosteroidi, neurotrofici, miorilassanti .Particolarmente utile, nel trattamento dell’ernia discale, risulta essere un ciclo di ozonoterapia. Passata la fase acuta è consigliabile impostare un programma fisioterapico.

TERAPIA CHIRURGICA

La terapia chirurgica urgente si impone nel caso in cui siano presenti deficit neurologici importanti come la sindrome della cauda con disturbi sfinterici e nel caso di “piede cadente” (paralisi completa dei movimenti del piede).

In tutti gli altri casi, se è trascorso un periodo di almeno sei settimane dall’inizio dei sintomi e non vi è stato nessun miglioramento con le terapie farmacologiche, ozonoterapia e trattamenti fisioterapici, va allora considerata la soluzione chirurgica.

COME VIENE ESEGUITO L’INTERVENTO CHIRURGICO?

L’intervento viene eseguito con tecnica microchirurgica mediante l’utilizzo del microscopio operatorio. Attraverso una piccola incisione mediana lombare centrata sul livello interessato si raggiunge, con approccio monolaterale dal lato dell’ernia, lo spazio discale evidenziando ed asportando il frammento erniario comprimente la radice. Il paziente viene fatto alzare la mattina dopo l’intervento e viene generalmente dimesso il giorno successivo. Viene consigliato di evitare grossi sforzi per circa 30 giorni, mentre per il resto può subito essere ripresa una vita normale.