Una patologia ancora poco conosciuta che interessa una grossa percentuale di donne nel periodo successivo alla gravidanza. Ma cos’è? Quali disturbi comporta e come si interviene per risolvere il problema?

La diastasi dei retti addominali, meglio conosciuta come “diastasi addominale” è un problema che riguarda molte donne subito dopo il parto e consiste nella separazione dei muscoli retti addominali. Si tratta di un vero e proprio stiramento delle fasce muscolari che formano l’addome dovuto alla pressione esercitata dall’utero in continua crescita. In condizioni normali lo spazio tra i due muscoli si riduce ritornando allo stato iniziale entro dodici mesi dal parto.

QUALI SINTOMI

La diastasi porta con sé un problema estetico non indifferente, ma con esso anche vari sintomi e disturbi quali: gonfiore, senso di pesantezza del pavimento pelvico, nausea, incontinenza, difficoltà nella digestione e nella respirazione, dolori alla schiena, alle anche e al bacino, peristalsi evidente ed ernie addominali.

LA DIAGNOSI

Normalmente, perché sia diagnosticata una diastasi, il muscolo retto addominale destro deve essere distante almeno 2 cm dal sinistro.

COME RICONOSCERLA CON L’ AUTOVALUTAZIONE

Le donne che vogliono verificare la presenza di una diastasi possono eseguire l’autovalutazione in pochi semplici passaggi:

Ci si sdraia supine con le gambe piegate e i piedi per terra, una mano dietro la testa e l’altra sul muscolo addominale, le dita sulla linea mediana e parallele alla linea della vita, esattamente all’altezza dell’ombelico. Si preme appena un po’ con le dita sollevando capo e spalle dal terreno senza contrarre l’addome e ci si muove in senso laterale (destra-sinistra) alla ricerca delle pareti del muscolo. Questi movimenti servono per avvicinare anca e gabbia toracica e, con l’aumento della contrazione, si dovrebbe notare una riduzione del “foro”. In caso contrario, se lo spazio misura più di due/tre dita e la contrazione non riduce lo spazio allora la diastasi è presente.

RIMEDI: DAGLI ESERCIZI ALLA CHIRURGIA

Dopo il parto la diastasi non richiede alcun trattamento poiché si risolve in maniera del tutto fisiologica entro 12 mesi, ma il recupero si può accelerare con degli esercizi specifici mirati a tonificare il muscolo trasverso dell’addome (quello situato più in profondità nonché il principale muscolo nel contenimento dei visceri) e gli addominali, per ripristinare tono ed elasticità.

Tuttavia, il ricorso a un intervento di addominoplastica non solo aiuta a migliorare l’inestetismo causato dalla patologia ma consente un recupero dal punto di vista funzionale; infatti l’intervento ha come obiettivo quello di ricostituire l’integrità della parete muscolare oltre che di ridurre i disturbi correlati. Si esegue in anestesia totale e prevede un ricovero minimo di due giorni.

LA VISITA DAL CHIRURGO

Una corretta anamnesi è indispensabile per stabilire se l’intervento può essere eseguito. Il chirurgo procederà, dunque, con:

Esame specifico. Per valutare l’entità della diastasi, l’eccesso dermo-adiposo e le asimmetrie.

Ecografia o risonanza magnetica. Per determinare i centimetri della diastasi e valutare la eventuale presenza di una diastasi epigastrica o di ernia addominale (laparocele).

Spiegazione intervento. In cosa consiste l’intervento, tempi di convalescenza, eventuali rischi e decorso post-operatorio.