Dal punto di vista funzionale ed estetico le varici degli arti inferiori rappresentano una seria difficoltà per molte persone in età adulta, in particolare per le donne, al punto da indurle a nascondere le proprie gambe e a vivere un forte senso di disagio legato all’estetica. Come spiega il Dott. Francesco Artale – specialista in Angiologia e Chirurgia Vascolare –  sono tante le tecniche di trattamento disponibili ma negli ultimi anni i pazienti possono contare su nuove metodiche che permettono di ottimizzare i risultati.

 

Le varici o “vene varicose”

Le varici sono dilatazioni patologiche che interessano le vene degli arti inferiori, sebbene possano manifestarsi anche in altre aree.  Si tratta di una patologia di frequente diffusione nella popolazione adulta, in particolare tra quella femminile, la quale avverte in maggior misura il senso di disagio estetico che ne deriva.

Oltre che di un problema di natura estetica, le varici sono responsabili di una sintomatologia che può includere gonfiore, senso di pesantezza, formicolio e crampi muscolari. Di solito coloro che ne soffrono ricorrono a massaggi, calze elastiche a compressione graduata e medicinali che, oltre ad alleviare i disturbi, non hanno alcun effetto sull’evoluzione della patologia. Per questo, a seconda dei casi, lo specialista suggerisce di sottoporsi a trattamenti medico-chirurgici come radiofrequenza, flebectomia ambulatoriale e scleroterapia.

Radiofrequenza per il trattamento della safena

La radiofrequenza è la procedura cui si ricorre maggiormente per il trattamento della safena; è  efficace e meno invasiva rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali (crossectomia e stripping), poiché viene eseguita in regime ambulatoriale e permette una ripresa immediata delle proprie attività. Con l’ausilio di un’ecografia eco –guidata, un catetere molto sottile viene introdotto nella vena attraverso una piccola incisione praticata sulla pelle. La sonda è introdotta dal basso in alto fino a 2 cm dall’imbocco della safena interna, nel circolo profondo, e viene successivamente ritirata di 7 cm per volta, allo scopo di chiudere definitivamente la vena malata; a seguito di questa operazione – eseguita in anestesia locale – il sangue riprende subito la sua normale direzione. La procedura si conclude applicando un cerotto sulla micro incisione e un bendaggio elastico.

Flebectomia ambulatoriale

Questa tecnica chirurgica per il trattamento delle varici di piccola e media dimensione è ugualmente eseguibile in anestesia locale e senza alcuna convalescenza. La varice viene eliminata attraverso una piccola incisione praticata lungo la vena ogni 10 cm circa. In questo caso specifico, si procede con l’estrazione della vena la quale viene legata al fine di dirigere il flusso venoso verso le vene sane. E’ una tecnica efficace e non lascia alcuna cicatrice.

Scleroterapia

La scleroterapia viene impiegata per il trattamento dei capillari dilatati a scopo quasi esclusivamente estetico. Lo specialista procede con delle iniezioni servendosi di un ago molto sottile attraverso il quale inietta una soluzione sclerosante che agisce chiudendo i piccoli vasi sanguigni, i quali una volta chiusi scompaiono riassorbendosi. La circolazione sanguigna non risente di particolari cambiamenti poiché anche se vengono eliminati dei capillari il flusso riprende a scorrere normalmente attraverso le altre vie venose. Non bisogna dimenticare che i capillari vanno sempre trattati dopo aver eliminato le varici più grandi, e quindi i reflussi che li alimentano, allo scopo di ottenere un risultato più duraturo.