CHIRURGIA DEL SENO OSTIA

 

Uno degli interventi maggiormente richiesti dalle donne è la mastoplastica additiva, cioè la chirurgia di aumento del volume del seno. Abbiamo intervistato il dott. Stefano Dura specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, per saperne di più.

Cosa è una mastoplastica additiva? 

È un intervento mediante il quale è possibile aumentare, tramite l’inserimento di protesi, il volume del seno qualora esso sia poco sviluppato o qualora abbia avuto una riduzione di volume in seguito ad una gravidanza o in seguito ad allattamento.

Di che materiale sono le protesi?  

Sono di silicone con un involucro composto da diversi strati e riempite all’interno con gel di silicone medicale, coesivo, cosicché in caso di fortuita rottura traumatica, eventualità peraltro remotissima, tale silicone rimane in loco senza diffondersi.

Dove vengono posizionate?  

Possono essere alloggiate sia sotto la ghiandola che sotto il muscolo pettorale, questo dipende dallo spessore della cute e del sottocute della paziente che può garantire o meno una buona copertura della protesi in modo che non sia visibile o palpabile. A volte è possibile optare per una soluzione mista ovvero in parte sotto muscolo ed in parte sotto-ghiandola.

Che forma hanno le protesi?   

Possono essere sia rotonde che con profilo anatomico cosiddetto a “goccia”. Le prime permettono di avere un polo superiore più pronunciato, più giovanile, le seconde permettono di avere un risultato più naturale.

Dove si praticano le incisioni per introdurre la protesi? 

Ci sono tre possibilità: A) incisione peri-areolare ovvero sul contorno dell’areola in genere l’inferiore, l’incisione posizionata nel punto di passaggio tra areola e cute risulta pressoché invisibile. B) Incisione sotto-mammaria, cioè nella piega sotto il seno, qui la cicatrice residua sarà coperta dalla ricaduta del seno stesso. C) incisione nell’ascella.

È vero che possono provocare tumore nella mammella?    

Assolutamente no. E’ ormai scientificamente accertato dal 1992.

È vero che bisogna cambiare le protesi necessariamente ogni 10 anni?    

No, non esiste una regola precisa, nella mia esperienza ho protesi impiantate circa venti anni fa e che non hanno dato problemi, bisogna comunque effettuare controlli almeno un volta l’anno per valutare l’evoluzione nel tempo.

Si può effettuare la mammografia?

Sì basta avvertire il tecnico radiologo della presenza delle protesi.

È vero che le protesi esplodono in aereo?  

No questa è una leggenda, personalmente ho impiantato protesi in assistenti di volo che viaggiano quasi quotidianamente.

Quanto dura l’intervento?    

Tra una e due ore

Quanti giorni di degenza?

Un solo giorno, il più delle volte è possibile svolgere l’intervento in day Hospital.

Come si svolge il post operatorio?    

Dopo 6/7 giorni si apre la medicazione, in genere non ci sono punti da rimuovere in quanto il più delle volte utilizzo suture riassorbibili.

Quando si può riprendere una normale attività? 

Se è un’attività che non comporta eccessivi sforzi fisici 7/10 giorni

Quando posso riandare in palestra? 

Se la protesi è stata posizionata sotto ghiandola dopo 30 giorni, se la protesi è sottomuscolare 40/50 giorni.

Dopo quando si può andare al mare?

Dopo 15 giorni.

È possibile aumentare la mammella con il grasso?

Il grasso da solo non è ideale per aumentare la mammella   anche perché parte di esso si riassorbe e non è possibile prevedere a priori quanto se ne assorbirà e se simmetricamente a destra e sinistra, è possibile usarlo come mezzo per rifinire l’intervento di mastoplastica additiva o per colmare difetti limitati della mammella.

Si può usare in alternativa l’acido ialuronico ad alto peso molecolare?     

No perché anch’esso va incontro a riassorbimento e poi spesso agglomerandosi in raccolte nodulari può dare falsi positivi di neoplasie della mammella nel corso di esami strumentali quali ecografia e mammografia.

È vero che le mammelle con protesi impiantate rimangono fredde ed insensibili?    

Assolutamente no! Ci può essere una riduzione della sensibilità del tutto transitoria con recupero totale in breve tempo.

È possibile tirare su il seno “sceso”? 

Si è possibile risollevare il seno mediante un intervento chiamato “MASTOPESSI” o “LIFTING DEL SENO”, tale intervento che può essere effettuato con o senza l’utilizzo di protesi, si pratica quando una mammella si è svuotata ed è diventata ptosica, ovvero scesa, in seguito ad allattamento, in seguito ad un dimagrimento oppure semplicemente per il trascorrere del tempo.   

Tale intervento lascia esiti cicatriziali?

Si in tutti i casi lascia una cicatrice periareolare posta al confine tra areola e cute circostante scarsamente visibile, a volte è necessaria una cicatrice verticale sul polo inferiore, a volte nei casi più spinti di ptosi, una cicatrice a T rovesciata con la parte trasversa comunque nascosta nel solco mammario.

È possibile ridurre il seno troppo grande?

Si chiama Mastoplastica Riduttiva   quando il seno ha subìto uno sviluppo eccessivo causando disturbi estetici e fisici a carico dello scheletro, della gabbia toracica con ripercussioni sulla dinamica respiratoria, è possibile riportare la mammella a volumi più proporzionati ed idonei al tipo di struttura corporea.

È possibile ricostruire una mammella operata per problemi oncologici?

Si, sia che sia stato fatto un intervento di “Mastectomia”, cioè che sia stata asportata completamente, sia che siano state effettuate asportazioni parziali di tessuto, mammario.

Dott. Stefano Dura