La prima causa di intervento chirurgico dell’avampiede, una deformità strutturale dell’alluce che interessa più donne che uomini. Perché si manifesta? Quali disturbi comporta? Diversi i trattamenti cui sottoporsi per intervenire, ma qual è quello più efficace? Ne parliamo col Dott. Maurizio Piazza, Chirurgo Ortopedico presso Spazio Medico.

Cos’è l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una deformazione del primo dito del piede, riconoscibile dalla evidente deviazione verso le altre dita. Alla base di questa deformazione vi è la sporgenza del primo metatarso, di solito associata a un’infiammazione alla base dell’alluce stesso, più precisamente della borsa mucosa. A soffrirne maggiormente sono le donne e di solito questa patologia interessa un solo piede, sebbene talvolta esistano casi che interessano entrambi.

L’alluce valgo si manifesta con la comparsa di una protuberanza – più comunemente detta “cipolla” – in presenza della quale l’infiammazione si fa molto più dolorosa anche a causa del continuo sfregamento della parte con l’interno delle calzature. Questa particolare patologia rischia di compromettere la funzionalità e, in casi di particolare trascuratezza, l’allineamento delle restanti ossa del piede.

Sintomi

In corrispondenza della protuberanza ossea che interessa il bordo esterno del piede, la pelle si presenta solitamente – oltre che visibilmente arrossata- anche ispessita e, non di rado, tale ispessimento può manifestarsi sulla cute delle dita vicine dal momento che l’alluce valgo tende a sovrapporvisi a causa della deviazione che lo caratterizza. Inoltre i sintomi includono:

  • Gonfiore
  • Senso di intorpidimento
  • Mutamenti nella forma strutturale del piede
  • Difficoltà nella deambulazione a causa del dolore

Bisogna specificare che, se non curato per tempo, il disturbo può causare ulcere, lesioni ossee e nei casi più gravi anche alterazioni posturali dovute alla mancata funzionalità dell’alluce il quale– in casi normali –  sospinge in avanti il peso e bilancia la deambulazione.

Cause

Le cause che portano allo sviluppo del valgismo possono essere acquisite o congenite. Non di rado coloro che hanno indossato per lungo tempo calzature inadeguate, troppo strette o eccessivamente alte (cause acquisite) hanno maggiore probabilità di incorrere in questo disturbo, in particolare le donne in età adulta o senile. Tuttavia non sempre sono le scarpe poco adatte a rappresentare la causa principale dell’alluce valgo; esistono particolari casi di alterazioni congenite del piede riscontrabili in entrambi i sessi dalla nascita che comportano una predisposizione alla patologia già in età giovanile.

 Intervento chirurgico e trattamenti alternativi

Frequentemente, per alleviare il dolore, i pazienti ricorrono a trattamenti conservativi i quali non possono, tuttavia, ritenersi sufficienti al miglioramento della condizione. Tra questi è comune l’impiego di plantari correttivi che aiutano a sostenere e scaricare alcune sedi del piede e a minimizzare il dolore, distanziali utili a prevenire l’attrito tra le dita.  Tuttavia il trattamento chirurgico rimane l’unico trattamento risolutivo quando lo scompenso dinamico del piede e quindi il dolore sono tali da non poter più risentire favorevolmente degli altri trattamenti utili nelle prime fasi e quando l’entità del dolore è tale da non poter più essere gestita con rimedi convenzionali.

Esistono molte tecniche chirurgiche proposte ed in uso, tra le quali anche alcune propagandate come mininvasive. Ogni paziente è una entità diversa dalle altre ciò comporta inevitabilmente uno studio al termine del quale individuare il percorso terapeutico più idoneo al paziente.

 Quali sono i fattori da considerare prima della chirurgia?

Sono diversi i fattori da considerare prima di sottoporsi a un intervento chirurgico, in primis l’età.  È importante tenere presente anche altre condizioni mediche come diabete, artrite reumatoide o problemi di circolazione che potrebbero impedire o rallentare la guarigione.

Fase post operatoria

L’iter post operatorio del paziente prevede:

  • Talvolta uso di apposita scarpa da indossare sino al completo consolidamento dell’osso
  • Controlli e medicazioni dopo quattordici e quarantacinque giorni
  • Radiografia per la verifica del corretto allineamento post operatoria e dopo quarantacinque giorni

L’importanza di indossare calzature adeguate

Molte persone non danno importanza ai potenziali traumi subiti dal piede quando è costretto in calzature poco adatte alla sua fisiologia; scarpe con punta stretta, scarpe piccole o con tacchi troppo alti impediscono alle nostre dita di muoversi in libertà, costringendole a uno spazio insufficiente. In particolare, i tacchi, non aiutano nella giusta ripartizione del peso corporeo e causano un sovraccarico nella parte anteriore che, a lungo andare, potrebbe riportare lesioni. Nel caso di una scarpa con punta stretta, invece, le dita vengono spinte verso il centro determinando una posizione “in valgo”, appunto, per l’alluce. Per questa ragione indossare scarpe comode è essenziale per prevenire l’insorgenza del problema.